Dossier Giornalismo on Line – Prima Puntata “Il Sistema Informazione: un mondo che cambia”

A Prato, il 2 e 3 Ottobre 2015 si è svolta #digit15, manifestazione nazionale interamente dedicata al giornalismo digitale e online. Il tema di #digit15 sarà “Digitale è cultura”: pensare il mondo in modo diverso per comprendere i cambiamenti in atto e adeguare tutti i nostri comportamenti nel mondo del lavoro, nel privato, nelle istituzioni.

Mi sembra quindi un’ottima occasione per approfondire il tema della Rivoluzione Digitale in atto, che continua a cambiare profondamente il rapporto tra domanda e offerta dell’informazione e a interagire con figure professionali, strumenti e risorse in continua evoluzione.

Lo scopo di questo Dossier “Giornalismo on Line, Informazione e Rivoluzione Digitale – Il futuro è oggi” è analizzare le caratteristiche del Sistema Informazione in Italia, per capirne i fenomeni e immaginare gli scenari futuri sui temi del Giornalismo Digitale e dell’Informazione on Line.

Parte da oggi un viaggio in 5 tappe:

1) Il contesto del Sistema Informazione: un mondo che cambia

2) Evoluzione della professione del giornalista

3) Analisi dell’offerta informativa

4) Le caratteristiche del consumo di informazione

5) I trend futuri del sistema dell’Informazione

Prima puntata – Il contesto del Sistema Informazione: un mondo che cambia

Il Sistema Informazione è in rapida e continua trasformazione, che sconvolge gli equilibri preesistenti e crea nuove forme di consumo, modelli di business, struttura del prodotto informativo. È così che cambia anche la professione del giornalista, chiamato in prima linea a dare risposte nuove, in linea con quello che gli succede intorno e con la consapevolezza che il lettore di un tempo è morto, per dare spazio a un profilo di utente che spesso contribuisce alla creazione e alimentazione degli stessi fatti che il giornalista narra.

Il nostro viaggio si avvale della presenza di autorevoli studi e ricerche, estremamente attuali, che ci daranno preziose indicazioni sul fenomeno e ci aiuteranno a capire al meglio che cosa sta succedendo al nostro mondo e a quello dei media, di cui ci nutriamo ogni giorno, spesso avidamente. In particolare, le nostri fonti sono:

  • il 48° Rapporto Censis 2014,
  • il Rapporto ODG “Giornalismo digitale in Italia: nelle redazioni domina ancora la carta ma la talpa del cambiamento sta scavando”,
  • l’ebook “Next Journalism – Il giornalismo di domani, raccontato da chi lo sta cambiando”
  • l’“Indagine conoscitiva su informazione e Internet in Italia. Modelli di Business, Consumi, Professioni” dell’AGCOM.

Un primo dato di fatto, rilevabile dagli studi citati, è il notevole interesse per l’informazione in Italia (come evidenzia il grafico successivo, il 73% degli italiani è molto o estremamente interessato), interesse non solo ben più elevato di quello presente nelle altre democrazie avanzate ma anche trasversale, per fasce di età e genere.

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La successiva infografica, presente nell’Indagine conoscitiva dell’AGCOM, illustra le caratteristiche del moderno Sistema di Informazione, e ci aiuta ad avere un’idea del quadro che ci accingiamo a descrivere.

caratteristiche-informazione

Il sistema dell’informazione si basa sull’opera di diffusione al pubblico che si genera da diverse fonti giornalistiche. Un primo gruppo di fonti è caratterizzato dall’accesso diretto ai fatti: si tratta soprattutto di fonti essenzialmente personali dei giornalisti e/o delle relative redazioni di appartenenza e fonti istituzionali (quali i comunicati stampa), e rappresentano la categoria più importante di fonte giornalistica.

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Notevole importanza rivestono ancora le agenzie di stampa, che offrono al giornalista un fatto già codificato: con l’avvento di Internet esse sono divenute fonti primarie di informazione anche per i cittadini: il 7% di loro si affida alle agenzie per acquisire informazioni sui fatti di attualità.

Un discorso leggermente più approfondito meritano i social network, che assumono sempre più un ruolo rilevante e poliedrico.

Il loro utilizzo a fini informativi si sta velocemente diffondendo tra la popolazione italiana e questa evoluzione li sta rendendo veri e propri mezzi di informazione, alla stessa stregua delle fonti istituzionali. Oggi, il 54% dei giornalisti italiani usa i social come fonti di informazione per scrivere i propri articoli (su quotidiani, periodici e testate online) o per fare servizi per radio e televisione.

Il mondo Internet – con le testate, i social network, i blog, i motori di ricerca -, per le sue caratteristiche di immediatezza, copertura in tempo reale della notizia e gratuità, si afferma sempre più sia come mezzo di informazione al pubblico, sia come fonte di informazione per gli altri media.

C’è un rischio, però legato a questo aspetto: quello dell’attendibilità e dell’esattezza della notizia, dal momento che generalmente, in Rete, si fa frequente ricorso a fonti derivate – di tipo aziendale ed istituzionale quali comunicati stampa, gli stessi social network, ecc. – mentre c’è meno spazio per le fonti dirette sul campo.

processo-informativo

E non è l’unico rischio che porta l’avvento dell’informazione digitale: come ben si evidenzia nell’immagine successiva, occorre sottolineare come essa stia profondamente cambiando i paradigmi delle fonti di finanziamento che alimentano il sistema dell’informazione.

In tal senso, i modelli di business tradizionali, che facevano affidamento in buona parte sulle risorse di utenti (vendita di copie, offerte televisive a pagamento, canone per il servizio pubblico radiotelevisivo, ecc.), inserzionisti (vendita di spazi pubblicitari) e settore pubblico (incentivi, contributi, convenzioni), sono seriamente messi in discussione dall’offerta di informazione online, il più delle volte gratuita, abbondante e personalizzabile.

L’informazione digitale, dunque, a partire dagli anni ’90, sta velocemente e inesorabilmente erodendo i margini di guadagno per gli editori (soprattutto quelli tradizionali), e porta quindi a una situazione difficile per tutto il settore, che richiede risposte nuove in merito a forme diverse di ricavo e modelli di business alternativi e innovativi (tipo micropagamenti, crowdfunding, finanziamenti privati, native advertising, ecc.).

Il “consumAttore” attuale – che spesso partecipa, come si diceva prima, alla generazione dell’informazione (si parla di “citizen journalist”) -, è maggiormente disponibile a pagare per un prodotto informativo che presenti contenuti esclusivi, un certo grado di approfondimento e di specializzazione.

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